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"Ros'è"

L'EREDITA' DEL NOSTRALINO

  • Classificazione:  Vino rosato
  • Vitigno:  Granaccia 40%, Altri rossi 40%, Barbarossa 20%
  • Zona di produzione: Cervo
  • Altitudine: 250 m. s.l.m.
  • Tipo di terreno:  Calcareo, argilloso, ampio scheletro

La cucina ligure anche sulla costa non é solo pesce, ma soprattutto verdure cucinate in vari modi (torte e ripieni), carni bianche, legumi (farinata e panissa), focaccia; con tutti questi piatti, molto delicati un tempo si beveva un vino detto “nostralino” che si otteneva assemblando uve bianche e rosse vinificate insieme; ne derivava un vino rosato più o meno scuro con caratteristiche  fortemente condizionate dal mix di uve utilizzate, il fattore unificante era la semplicità di beva e la freschezza.

Oggi un prodotto simile non é più adeguato al consumo evoluto, per cui abbiamo cercato di produrre un vino facilmente adattabile alla cucina leggera ma con caratteristiche omogenee  e costanti. La continuità territoriale con la Provenza ha certamente agevolato il nostro lavoro, per cui utilizzando un uvaggio a base di granaccia abbiamo iniziato a sviluppare la nostra idea di rosato: un vino fresco e bevibile non banale profumato e con una certa struttura, di colore chiaro e non cerasuolo. La continuità con il passato é garantita dal barbarossa, un rosato naturale diffuso un tempo nella Riviera di Ponente, ormai molto raro, difficile da reimpiantare per la quasi totale impossibilità a trovare materiale di moltiplicazione sano. La vinificazione avviene utilizzando uve preraffreddate in cella che subiscono una breve macerazione in pressa in funzione della giusta cessione di colore, tutte le fasi successive seguono un processo di vinificazione in bianco.

Note di degustazione

  • Colore:  buccia di cipolla
  • Olfatto: ribes e fragole di sottobosco con lievi note di caramella
  • Palato:  equilibrata sensazione vellutata di freschezza e morbidezza

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